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XANADU

comunità per lettori ostinati
2 A, Liceo Ginnasio Galvani, Bologna

Dietro la straordinaria bellezza di Plectrude, il suo carattere misterioso ed enigmatico e la sua bravura nella danza si celano oscure origini. Sua madre Lucette, infatti, quando era incinta aveva ucciso il marito e in prigione aveva partorito la bambina prima di suicidarsi. Il nome Plectrude è l’unica cosa che costituisce un legame con la madre, che l’aveva scelto personalmente, particolare e fuori dal comune, che facesse di sua figlia una persona speciale.Fin dalla prima infanzia, vissuta serenamente con la famiglia della zia Cleménce, appaiono chiare le differenze con le persone normali. Plectrude, pur essendo dotata di un’eccellente intelligenza, superiore alla media, si disinteressa completamente alla scuola e vive in un mondo tutto suo, alimentato di fiabe, con un rapporto personalissimo con la zia, che crede sua madre, che la preferisce alle sue stesse figlie. I suoi risultati scolastici sono disastrosi, ma tutte le sue energie e il suo talento si concentrano nella sua vera grande passione, la danza classica. Per il suo carattere lunatico e sfuggente ha pochi amici, che sono inspiegabilmente attratti, come tutti, dalla sua singolare personalità.Quando si iscrive alla scuola di ballo dell’Opera viene a contatto con una disciplina ferrea e i problemi dell’anoressia. All’età di quindici anni Plectrude, in seguito ad un grave incidente, non potrà più ballare e per questo sarà respinta da tutti, compreso la madre adottiva, che riviveva con lei il suo desiderio di diventare una ballerina. Verrà poi a scoprire brutalmente il segreto della sua nascita e della sua vera identità, che segnerà il resto della sua vita.La morale del racconto è che si può essere felici anche da adulti, ma forse non è possibile conservarsi innocenti. Ci sono temi importanti come la morte, il destino, l’amicizia e l’amore, assolutamente attuali, raccontati in questa fiaba moderna.È un romanzo piacevole, da consigliare a chi ama le storie fantasiose, ma anche vere, romantiche, ma non prevedibili. Il finale, infatti, è assolutamente inatteso.

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76

Nothomb A.
Dizionario dei nomi propri
Voland, Roma, 2004


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ultima modifica: 14 gen 2007