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2 D, Liceo Scientifico G. Ulivi, Parma
Le poesie della Plath sono poesie musicali, che richiedono la lettura ad alta voce. Le loro parole sono accostamenti violenti di suoni opposti, allitterazioni, onomatopee e rime.Quest’ultime ritornano, in alcune composizioni come ad esempio “Papà ”, in modo ossessivo.Nelle poesie dominano non solo i contrasti di suono, ma anche quelli di immagini e situazioni: Neri dirupi con bianchi visi d’annegati, la dolcezza dei bebè nelle tuniche funebri.Il ritmo è incalzante, quasi che a parlare fosse la poetessa stessa, mangiandosi le parole.I temi principali su cui insiste sono la morte, l’oppressione, il dolore.La scelta dei termini e delle espressioni alterna frasi gergali e colloquiali a vocaboli ricercati. Le metafore e le similitudine sono varie, si ha l’impressione di leggere qualcosa di indecifrabile, e ci si sforza di dare un significato a quel che la Plath dice: ma esiste o ci si trova di fronte a poesia di sola forma?
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