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XANADU

comunità per lettori ostinati
II A, Liceo Scientifico G. Ulivi, Parma

Aidan Chambers, nato nel 1934 nella contea di Durham, fu insegnante e fondatore di una casa editrice. Con “Cartoline dalla terra di nessuno”, vinse un premio nel 1999 e nel 2003.
La storia parla di tre ragazzi, provenienti da un passato e da una vita completamente differenti, che però vengono accomunati da un unico destino. Uno dei personaggi principali è Piers, ragazzo introverso, con una vita normale: genitori benestanti, media scolastica soddisfacente e amici che gli vogliono bene. Questa normalità lo porta a stancarsi e lo fa precipitare in uno stato di depressione.
Decide così di abbandonare quel tipo di società che pretende tanto da lui e che lo carica di responsabilità; si trasferisce al nord, lavorando come custode di un ponte, isolato dal resto del mondo per cercare di capire cosa vuole fare di sé e chi è realmente.
Incontra la figlia dell’incaricato alla manutenzione del ponte Katel,persona ottimista ed impulsiva al contrario di lui.
Inizialmente Piers è diffidente, ma poi con il passare dei giorni, l’aiuto e la compagnia di Kate sono talmente importanti che finiscono per diventare grandi amici.
Improvvisamente l’arrivo di una terza persona disturba la quiete della casa e il legame con Kate.
Adam si presenta di notte nella casetta di Piers; è un ragazzo misterioso, taciturno e affascinante. Piers, dietro quest’aria di sfrontatezza, avverte che si nasconde un aspetto vulnerabile del ragazzo.
In questa persona dal carattere ambiguo si cela un grande segreto.
Per scoprirlo, decide di ospitarlo nella sua casa anche se la sua presenza lo farà allontanare da Kate;la gelosia è tale da non capire più se quello che prova per lei è semplice amicizia o amore. Capirà che Adam sta mettendo nuovamente in pericolo la sua pace interna, proprio quella per la quale aveva lottato tanto.
Questo romanzo è un insieme di sentimenti, gli uni legati agli altri, che si mescolano e talvolta si confondono tra loro: l’ amicizia, l’amore e la passione.
È una storia per adolescenti, i cui tratti rispecchiano con fede quelle caratteristiche e quei comportamenti dei giovani d’oggi .
Una racconto da un lato anche molto simbolico, nel quale il “ponte” rappresenta il collegamento di due cose separate, di due persone che senza quest’ ultimo non si incontrerebbero mai.
Piers, diciassette anni, introverso, depresso, lascia casa e scuola per capire se stesso. Trova un lavoro come sorvegliante di un ponte che diventerà poi luogo di incontri, di conoscenze, di legami. Solo kate (o Tess come la chiama lui) lo aiuta a riprendersi, è quasi una donna, anche se ha la stessa età, è vivace, sicura di sè, allegra e capace di ascoltarlo e parlargli. Adam invece invade la loro vita senza essere stato invitato. Inizialmente Piers non lo accetta perchè è misterioso, insolente, sventato, affascinante ma Kate lo obbliga ad accettarlo nella sua dimora anche se piccola. Pian piano Piers si adatta ma tra i due ragazzi il legame è complicato e forse ancora di più tra tutti e tre: un legame che mescola e confonde amicizia, amore, complicità. Piers non si fida di Adam, non crede alle storie che racconta sulla sua vita che tutte le volte sono diverse, ad ogni problema sospetta che la colpa sia sua. Solo con il passare del tempo e con l'aiuto di Kate comincia a fidarsi ma continua a non capirlo. Solo alla fine sia Kate che Piers riusciranno a sapere la verità che per Adam resterà per sempre un buco nero. Un finale veramente inaspettato forse non troppo gradevole per il lettore che si aspetta un lieto fine però lascia davvero senza parole. Il libro mi è piaciuto molto e le informazioni scarse all'inizio ma concentrate alla fine mi hanno incuriosito sempre di più da non riuscire a smettere di leggere anche se la lettera di introduzione rivolta ad Adam inizialmente mi ha lasciata un po' perplessa!

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57

Chambers A.
Quando eravamo in tre
Fabbri, Milano, 2003


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ultima modifica: 14 gen 2007