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Fuori fuoco

Chiara Carminati, Fuori fuoco, Bompiani, 2014

Grazie all’anniversario appena passato, sulla prima guerra mondiale si è finalmente scritto molto e bene. Ma nessuno ha avuto l’audacia di raccontare quello che è avvenuto fuori dalle terribili trincee, dai campi di battaglia più tremendi, lontano dagli episodi eroici e strazianti in prima linea, e cioè nei paesi, nelle campagne, dove donne e bambini devono sopravvivere tra gli stenti, lavorando anche per gli uomini, con il cuore stretto dal terrore di non rivedere i propri cari.

La storia di Jolanda, tredici anni, inizia in Austria, dove la sua famiglia si trova per lavorare al momento dello scoppio della guerra. Ora lì non possono più stare, e bisogna tornare in Friuli. Nel giro di pochissimo gli uomini partono per il fronte, le donne restano, con vite a metà, dure e senza futuro, sogni spezzati, amori impossibili: “La guerra Jole, la fanno gli uomini, ma la perdono le donne.”

Separate dal resto dei cari, Jolanda e la sorellina iniziano a vagare con la loro asinella, alla ricerca di un luogo sicuro in cui riprendere a sperare, mentre la Storia fa il suo corso.

Verdad

Verdad

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Canottiere L., Verdad, Coconino Press, 2016

Tra continui flash back che mandano la storia avanti e indietro nel tempo, si compie il destino di Verdad, una giovane donna dal nome importante, datole dalla madre in ricordo di Monte Verità, una comune anarchica, rifugio felice nato nei primi anni del ‘900 per contrastare il capitalismo.

Siamo in Spagna, negli anni trenta del ‘900 e Verdad, che porta nel cuore i valori di libertà e lotta tramandati dalla madre, combatte nella guerra civile spagnola, contro il regime franchista. Verdad è una donna forte, non si arrende – nonostante una mutilazione avvenuta durante un’operazione contro l’esercito franchista – e prosegue la sua battaglia in solitudine tra i monti.
È un animale, una volpe, uno stambecco che si aggira tra i boschi e le montagne, affrontando le proprie ferite, tra ricordi passati e desiderio di cambiamento.

 Ha piedi leggeri e un segno rosso sul cuore/l’acceso rimorso che lascia solo l’amore e la vertigine/di chi non vuole credere che sia tutto inutile/conosce a memoria la strada a tutte le ore/raccoglie gli sguardi che incontra, uno per ogni colore della solitudine di chi non vuole credere che sia tutto inutile.

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La stella nel pugno

La stella nel pugno

Robert Sharenow, La stella nel pugno, Piemme, 2015

Berlino, 1935. Karl subisce gli attacchi di un gruppo di coetanei spietati e filonazisti, che lo maltrattano per le sue origini ebraiche. Conosce per caso un certo Max Schmeling, un colosso che si rivela essere un grande campione di boxe, che gli insegna che saper incassare un pugno è il primo passo per diventare pugile, e che prendere botte non è una vergogna, se si reagisce. Da quel momento la palestra diventa la sua più grande passione, e grazie a un durissimo esercizio, talento innato, e ai consigli preziosi dell’amico, ormai lanciato nei tornei internazionali più prestigiosi, Karl diventa una vera promessa del pugilato. Gli allenatori lo lanciano nei tornei giovanili, e lui ricambia imponendosi e scalando le classifiche.

Ma il Nazismo al potere sta cambiando irrimediabilmente e drammaticamente le carte in tavola: durante una finale, a un passo dalla vittoria, Karl viene denunciato come ebreo, e per questo squalificato a vita. D’ora in poi la vita sarà davvero durissima…

Come vivo ora

Come vivo ora

Rosoff M., Come vivo ora, Feltrinelli, 2013

Il mio nome è Elisabeth, ma nessuno mi ha mai chiamata così. Quando sono nata mio padre deve avermi dato un’occhiata e aver pensato che avevo una faccia dignitosa e triste come una regina d’altri tempi o un morto, ma io poi mi sono rivelata un tipo qualunque, di certo non una che si fa notare […] Più Daisy che Elizabeth fin dall’inizio.


Daisy ha 15 anni e vive a New York con il padre e la matrigna, Davina la Diabolica, con la quale non è in buoni rapporti. Quindi oltre ad aver perso la madre, morta quando lei era piccola, si ritrova in una situazione familiare per niente confortevole e alla quale reagisce smettendo di mangiare. Il padre, non sapendo più cosa fare per far fronte all’anoressia della figlia, pensa che a Daisy potrebbe far bene passare un’estate in Inghilterra, nella casa di campagna della zia, in compagnia dei quattro cugini. Detto fatto viene messa su un aereo e in un attimo si ritrova in una dimora che sembra più un maniero gotico che una fattoria qualunque, circondata da campi e giardini e tantissimi animali: una capra bianca e nera, due cani, gatti a volontà, mucche, pecore e galline. Fin dal suo sbarco all’aeroporto Daisy capisce che la vacanza le farà molto bene, infatti a riceverla all’uscita non trova la vecchia zia Pen ma suo cugino Edmond, un quattordicenne con la sigaretta in bocca, capelli arruffati e occhi color del cielo che a vederlo sembra una specie di cane randagio e, non si capisce come faccia, ha il dono di intuire sempre quello che la ragazza sta pensando. Sarà per la lontananza da casa, che permette alla testa di viaggiare più liberamente, sarà per il sorriso irresistibile di Edmond, che Daisy si innamora perdutamente lui. Cosa fare? Lanciarsi in una storia con il cugino? Oppure rimanere saldi nella ragione e prepararsi ad affrontare il dramma della guerra che si sta abbattendo su tutti loro?

Finchè siamo vivi

Finché siamo vivi

Anne-Laure Bondoux, Finché siamo vivi, Mondadori, 2016

Ebbe inizio una nuova epoca. Un periodo senza slanci, senza progetti, in cui nessuno era più in grado di predire il futuro.
Aspettavamo qualcosa, ma non sapevamo cosa.
Chi lavorava ancora, si alzava la mattina esausto quanto il giorno prima, e si addormentava la sera senza un moto di ribellione. Come bestie intontite dal freddo, trattenevamo il respiro e i battiti del cuore, vivevamo solo a metà.
Eppure, in mezzo alla resa generale, alcuni ebbero il coraggio di innamorarsi. E i più pazzi si amarono davvero. Bo e Hama furono tra quelli.

Alla grande Fabbrica si lavora senza sosta per produrre armi, e nessuno sa per chi o perché. L’unica luce arriva da Bo e Hama, che fanno turni diversi, ma che approfittano dei pochi secondi in comune per amarsi, indifferenti al freddo e agli sguardi degli altri.
Un mattino, però, proprio quando Hama gli avrebbe rivelato una grande notizia, per la prima volta Bo non si sveglia, e non si presenta all’appuntamento. È un mattino tragico: una gigantesca esplosione distrugge la Fabbrica, i corpi carbonizzati sono ovunque, e alla tragedia si somma per Bo il senso di colpa. Giorni dopo, in ospedale, ritroverà Hama, viva ma senza mani.
Decidono di partire per un lungo viaggio, lui, lei, e la bambina che Hama portava segretamente in grembo, lontano dalle malelingue che in paese li sospettano di essere portatori di sfortuna.
Da quel momento, tra città sotterranee e paradisi sul mare, conosceremo Tsell, la loro figlia, prima bambina, poi giovane donna dotata di poteri che non può mostrare, anche lei alla ricerca della felicità.